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Attività parziale: comprendere le condizioni di ammissibilità per evitare sanzioni civili e penali

By 22 Aprile 2020 No Comments

Poiché l’urgenza non significa fretta, è importante, prima di fare domanda per l’attività parziale (chômage partiel) che una società conosca i requisiti di idoneità. In caso contrario, il datore di lavoro è passibile di sanzioni penali e civili.

Quando il datore di lavoro può utilizzare l’attività parziale?

Il datore di lavoro può ricorrere ad un’attività parziale, durante il periodo di crisi sanitaria legata all’epidemia di covid-19, in caso di:

  • chiusura temporanea di tutta o parte della sua impresa o
  • riduzione dell’orario di lavoro (C. trav., art. L. 5122-1 e R. 5122-1). Attenzione! La riduzione dell’orario di lavoro dà diritto ad usufruire dello chômage partiel solo se il nuovo orario di lavoro è inferiore alla durata legale (35 ore) o se è inferiore alla durata convenzionale o contrattuale (C. trav., art. L. 5122-1, R. 5122-19) .
In quali casi concreti, il datore di lavoro ha il diritto di collocare i suoi dipendenti in chômage partiel?

Durante il periodo di crisi sanitaria, il datore di lavoro avrà il diritto di richiedere l’utilizzo dell’attività parziale principalmente nelle seguenti situazioni:

  • i suoi dipendenti non possono lavorare perché l’attività dell’azienda è soggetta a un ordine di chiusura: ordine del 14 marzo modificato dall’ordine del 15 marzo 2020. Tali decreti stabiliscono in particolare che non sono più aperti al pubblico fino al 15 aprile 2020: i negozi al dettaglio e i centri commerciali, ad eccezione delle attività di consegna e di ritiro ordini; i ristoranti e i locali pubblici, ad eccezione delle attività di consegna e di asporto, il “servizio in camera” dei ristoranti e dei bar alberghieri e la ristorazione collettiva.  Tuttavia, la richiesta di attività parziale può riguardare solo i dipendenti assegnati all’attività cessata; per gli altri, sarà necessario giustificare la riduzione del loro orario di lavoro.
  • l’azienda si trova ad affrontare un calo di attività o difficoltà di approvvigionamento;
  • è impossibile mettere in atto le misure preventive necessarie per la tutela della salute dei dipendenti (telelavoro, gesti di barriera, ecc.) per tutto il personale.
A quali strutture si applica?

Il ricorso ad un’attività parziale può essere limitato ad una parte dell’impresa (Codice del lavoro, articolo L.5122-1):

  • stabilimento,
  • reparto,
  • officina,
  • categoria di dipendenti, se la sospensione o la riduzione dell’attività riguarda solo quella parte.
A quali datori di lavoro é stata estesa dalle ordinanze la possibilità di beneficiare dell’attività parziale?

Durante il periodo di crisi sanitaria, il beneficio dell’attività parziale viene esteso (Ordinanza n. 2020-346 del 27 marzo 2020), a :

  • datori di lavoro privati per i dipendenti a domicilio e i bambini ;
  • le imprese straniere che non hanno uno stabilimento in Francia ma che impiegano almeno un dipendente la cui attività è svolta in Francia se sono coperte dal sistema francese di previdenza sociale e di assicurazione contro la disoccupazione
  • società che gestiscono un servizio pubblico di impianti di risalita o piste da sci (estensione dell’esperimento derivante dalla Legge sulla Montagna del 28 dicembre 2016.
I dipendenti sottoposti al forfait jours hanno diritto all’attività parziale?

Sì, dal 1° marzo 2020, i dipendenti sottoposti ad un forfait annuel en jours ou en heures possono beneficiare di un’attività parziale in caso di riduzione dell’orario di lavoro abitualmente praticato nello stabilimento (C. trav., art. R 5122-8 e R. 5122-19 mod. Par. 2020-325, 25 marzo 2020). L’ordinanza n. 2020-326 del 27 marzo 2020 prevede che il numero di ore indennizzabili sia determinato convertendo un numero di giorni o mezze giornate in ore indennizzate.

Tutti i dipendenti devono essere sottoposti allo chômage partiel?

No. È anche possibile collocare i dipendenti in posizioni lavorative parziali individualmente e alternativamente. (C. trav., art. L.5122-1). Ciò consente di impostare un sistema di “rotazione” per unità di produzione, officina, servizi, ecc. (C. trav., art. L.5122-1). (QR, 10 aprile 2020).

Quali sono le penali che l’azienda deve pagare quando la richiesta di attività parziale non è giustificata?

L’ottenimento o il tentativo di ottenere parziali indennità di attività per frode o falsa dichiarazione è punito con il reato previsto dall’articolo 441-6 del codice penale, punito con la reclusione di due anni e con la multa di euro 30.000 (C. trav., art. L. 5124-1).

In caso di frode, come definita e punita dagli articoli 313-1 e 313-3 del codice penale, le pene sono di 7 anni di reclusione e di una multa di 750.000 euro.

Il collocamento ingiustificato in lavoro parziale può anche costituire un’occupazione illegale ai sensi dell’articolo L. 8211-1 del Codice del lavoro, consentendo, da un lato, alla Direccte di rifiutare la concessione di nuove indennità all’impresa interessata per un periodo massimo di cinque anni e, dall’altro, allo Stato di chiedere il rimborso totale o parziale dell’indennità versata.

Infine, se il collocamento in attività parziale si dimostrasse ingiustificato, il dipendente potrebbe chiedere il pagamento del tempo libero non retribuito (fino all’importo della retribuzione che avrebbe dovuto ricevere) o qualsiasi altro risarcimento per un eventuale pregiudizio (perdita di un diritto legato all’attività parziale).

 

Avv. Aurora Visentin